Una dieta corretta per una mente in equilibrio

“Come dire che l’assunzione di zuccheri semplici ha qualche influenza sullo stato d’animo e sulle facoltà mentali….!”

E invece sì. Il fatto di evitare gli zuccheri semplici e di abbinare sempre nei nostri pasti i carboidrati, integrali e non raffinati, con una analoga quota di proteine e di fibre, come indicato dalla dietaGIFT, ci tutela anche dagli sbalzi di umore.

Il meccanismo è semplice: se io assumo una bevanda zuccherata o anche un piatto di pasta raffinata da solo, nel giro di poco tempo (pochi minuti nel primo caso, una mezz’ora nel secondo) il mio tasso zuccherino nel sangue (la glicemia) si impenna a valori non attesi dal nostro organismo, che si trova improvvisamente a gestire uno stato di emergenza. (NOTA: con una bustina di zucchero da caffè si passa quasi istantaneamente da circa 3 g di zucchero nel sangue a 10 gr). Quei valori di glicemia vanno abbassati, in fretta (N.B.: lo zucchero non è un alimento naturale, esiste da una manciata di anni sulle nostre tavole, a confronto delle verdure, della frutta, della carne, di chicchi integrali, dei semi oleosi, per il consumo dei quali il nostro organismo è invece ben preparato). Entra in gioco quindi il pancreas che deve secernere, tramite le sue cellule Beta, l’insulina, cioè l’ormone che deve far scendere il tasso di zucchero nel sangue. Come fa? L’insulina “bussa” alle cellule del nostro corpo (in particolare quelle muscolari e quelle del fegato) chiedendo di assimilare questo zucchero al loro interno, per toglierlo dal flusso sanguigno. Poiché, come detto, agisce in una situazione di emergenza (valori triplicati di glicemia in mezz’ora non sono previsti!!), non va tanto per il sottile e la conseguenza è un abbassamento esagerato dei valori glicemici, invece che un loro ritorno a valori normali: cioè una ipoglicemia reattiva (la reazione ad un’impennata è un calo eccessivo). Conseguenza? Nervosismo, agitazione, irritabilità, impazienza, fame incoercibile “di qualcosa” -meglio se dolce!!

L’insulina è ormone anabolizzante, per cui induce accumulo di grasso (lo zucchero entra nelle cellule e, se non viene usato, diventa grasso di riserva) e inoltre aumenta l’infiammazione cronica silente di basso grado del nostro organismo, ponendo così la base per le malattie croniche oggi diffuse (ipertensione arteriosa, diabete tipo 2, cancro, malattie autoimmuni)

Inoltre, durante l’ipoglicemia reattiva (= emergenza) il surrene, che è deputato alla gestione delle situazioni stressanti sia fisiche che psichiche, inizia a secernere alcuni degli ormoni cosiddetti “controinsulari” (le cellule Beta che secernono insulina nel pancreas si trovano nelle Isole del Langherans) per cercare di ovviare allo stato ipoglicemico: adrenalina e cortisolo, il cui effetto è anche quello di aumentare la pressione arteriosa (capito? ogni volta che mangio zucchero succede questo e sparo in circolo per un po’ ormoni che alzano la pressione!) e di renderci irritati e combattivi (servirebbero al nostro corpo nella giungla, per prepararsi ad un’emergenza tipo l’attacco di un nemico….per noi si attivano per un po’ di zucchero, però! ).

Questi sono due meccanismi per i quali si capisce perché, continuando per anni, nel corso delle mie giornate, ad assumere cibi e bevande con zuccheri aggiunti o farine bianche (l’effetto è sovrapponibile), io faciliti enormemente gli sbalzi d’umore e l’ansia.

Non va dimenticato, poi, che il consumo di alimenti sempre dello stesso tipo, con un’alimentazione poco varia e magari ricca di cibo-spazzatura, selezionerà nel nostro intestino dei ceppi di batteri che gradiscono questo tipo di cibo (riducendo la varietà del nostro microbiota, che deve essere invece elevata) i quali ci indurranno, per poter continuare a sopravvivere bene nel nostro intestino, a continuare a ricercare tali alimenti.

Certo poi va anche detto che il rapporto ansia/cibo è vero anche all’opposto: l’ansia generalizzata è a sua volta una causa di infiammazione cronica di basso grado, per cui cercare di gestirla influenza positivamente la condizione generale dell’organismo.

Il consiglio è, quindi, quello di farsi sempre aiutare qualora si inizi a soffrire di stati ansiosi o ansioso/depressivi, senza sottovalutarli a lungo e, inoltre, quello di modificare utilmente la propria dieta, eliminando l’assunzione di zuccheri semplici e di farine raffinate e consumando sempre pasti bilanciati nelle tre componenti: carboidrati integrali, proteine e fibre.