L’Altra Medicina- Luglio 2020

Eccomi per un veloce excursus sul numero de “L’Altra Medicina” di Luglio 2020!

La copertina è un po’ shock stavolta: talmente arrabbiati con la nostra pancia che vorremmo tagliarcela via!? Invece la naturopata Daniela Iurilli ci spiega come sia importante non nasconderla quella pancia, bensì cercare di comprenderla, capire quali atteggiamenti, quali bisogni non accolti, quali errori inconsapevoli ci hanno portati ad averla ed a mantenerla, per iniziare, “facendo la pace con la pancia“, a ridurla.

Un aiuto in questo senso ce lo dà la corretta masticazione del cibo, su cui quindi il Dr Tomasino, nefrologo esperto di nutrizione, si sofferma spiegando nell’articolo “Lo stomaco non ha i denti” cosa succede in bocca e nel resto del corpo mentre mastichiamo bene il nostro pasto e cosa ci perdiamo se invece, come per lo più accade, non lo facciamo.

Il gastroenterologo Guido Marini mette in evidenza nel suo articolo “Intestino, farmaci e alterazioni del microbiota”, che oggi vi è un’impennata nella prescrizione di alcune classi di farmaci (psicofarmaci, analgesici, ipocolesterolemizzanti. antidiabetici, oltre agli antibiotici) che hanno un pesante effetto negativo sul microbiota intestinale (riducendone ricchezza e diversità di specie) , che ha per lo più una ricaduta drammatica sullo stato di salute generale degli individui. Un invito – ai colleghi!- a valutare bene la reale necessità di alcune prescrizioni.

E allora perchè non impariamo, grazie ad Antonella Carini, a farci un buon Kefir, la bevanda caucasica ricca di fermenti lattici e facile da digerire che può riequilibrare la flora batterica, regolarizzando le funzioni intestinali ed arricchendoci di vitamine, minerali e proteine?

In apertura il Dr Luca Speciani ci provoca un po’, come sempre, proponendo uno stralcio della parte finale del suo romanzo “Il medico che scelse di morire”, nel quale si immagina come potrebbe essere vantaggiosamente modificato sia l’impianto della formazione medica universitaria (attenzione alla prevenzione tramite alimentazione e movimento- di cui oggi praticamente nulla si impara nei 6 anni di studio, nonostante siano entrambi sempre citati da molte linee guida sulla terapia di patologie croniche, prima dell’opzione farmacologica-,  acquisizione di competenza nella lettura ed interpretazione dei lavori scientifici in maniera critica, ricerca delle vere cause delle patologie, formazione di un  medico “in toto”, attento a tutte le facce della vita del paziente, eliminazione di conflitti di interessi  per i docenti e controllo della pulizia  ed indipendenza della ricerca scientifica…  Per augurarci di avvicinarci almeno un po’, in futuro, a questo modello e spingerci a ricercarlo.

Un punto sul fumo di sigaretta in relazione al SARS-CoV-2 lo fa Sabrina Vicini, che sottolinea come i fumatori abbiano un rischio più che raddoppiato, se contraggono la malattia,  di aver bisogno di un ricovero in terapia intensiva. (I tabaccai sono rimasti ovviamente aperti durante il Lockdown…SIGH!). Un invito a considerare seriamente di farsi aiutare per uscire definitivamente dalla dipendenza da nicotina. Segue, sempre sullo stesso tema, articolo di Gianluca Salcioli “Una vita in fumo” che, snocciolando dati relativi sia al nostro paese che a paesi esteri, fa una fotografia di come il periodo della chiusura forzata x il CoV-2 abbia influito sul consumo di tabacco (e sull’utilizzo non meno pericoloso della sigaretta elettronica) inducendo stress ed ansia, quanto la cattiva abitudine al fumo sia incrementata in tale periodo, quali sino stati i tentativi di combattere lo stress con altre armi ed in quanti abbiano tentato di smettere di fumare.

Sempre Salcioli ci propone un po’ di utili osservazioni sulla curcuma, che ha creato un certo allarme nel mondo sanitario quando sono stati evidenziati casi di epatite colestatica acuta (reversibile) in pazienti che avevano assunto integratori contenenti tale sostanza: in comune tra loro, però queste persone avevano anche alterazioni preesistenti della funzionalità epatobiliare e/o l’assunzione contemporanea di farmaci, nonchè una certa suscettibilità individuale a questo tipo di disturbo. Pertanto, a chi si trova in tali condizioni va sconsigliato nell’utilizzo della curcuma, che per gli altri invece resta un importante antinfiammatorio, ipoglicemizzante, antiossidante.

Un ottimo modo che abbiamo per ridurre la necessità di molti dei più comuni farmaci che assumiamo è il cambiamento definitivo del nostro stile di vita (che tipo di cibo scegliamo? come lo mangiamo? facciamo movimento? ci prendiamo cura della nostra parte emotiva?). Difficile da far capire alla stragrande maggioranza dei pazienti che ci interpellano per qualche “analisi con l’asterisco”, o per la pressione alta, …che si aspettano una bella pastiglietta per poter continuare a trattarsi male (credendo invece di trattarsi bene!!!!) stando sdraiati sul divano con cibi inadatti a noi, che distruggono il microbiota, che favoriscono l’infiammazione cronica silente. Questo ci racconta, con la consueta vivacità, la nutrizionista  Manuela Navacci nel suo articolo “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù”.

Estate, tempo di frutti di bosco: scopriamone le peculiarità e i benefici che ci offrono con Lyda Bottino, che in apertura ci regala anche una bella ricetta GIFT di torta ai frutti di bosco.

Apriamo la mente con il Dr. Marcello Monsellato, che con il suo articolo “Spigolando qua e là in una lunga notte insonne” , ricorda che bisogna fare attenzione a trincerarsi dentro ragionamenti e nozioni troppo consolidate, per la possibilità di perdere il confronto creativo scientifico con altri. Introduce così un concetto noto ma dimenticato e sottovalutato: il ruolo dei virus (contro cui ci disponiamo in guerra) come facilitatori della nostra evoluzione. Molto interessante.

Un medico amante della storia, il reumatologo Gabriele Guidoni, ci racconta come l’acido urico abbia contribuito alla conquista della stazione eretta nell’uomo e sia un potente antiossidante. Peccato che a livelli ematici un poco più elevati (quelli che oggi sono considerati “la norma”), da sostanza amica questa molecola diventi fonte di danno…. impariamo e meditiamo.

Un focus sintetico e chiaro sull’ipertrofia prostatica benigna, cosa sia , come si diagnostichi e come si possa controllare, dell’urologa Dr..sa Casu.

Giampaolo Usai, naturopata esperto di alimentazione, ci mette giustamente in guardia con l’articolo “Il falso bio che non giova alla salute”: non basta che un alimento porti sull’etichetta la scritta BIO per essere adatto al consumo: spesso questa dicitura coesiste con la presenza di zuccheri, anche in elevata quantità, tra gli ingredienti. Con questo articolo ci aiuta a capire come non prendere delle sonore cantonate